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ImageArticolo 1: Leggere bene, leggere male 

Articolo 2 : Valutare i libri per l'infanzia

Articolo 3: Lettori si nasce o si diventa? 

Articolo 4: Nel magico mondo della fiaba:

le "Mille e una notte"

ARTICOLO n. 4

Novembre 2009 

LE MILLE E UNA NOTTE…

una manciata di parole e già la fantasia vola verso un universo esotico di incanto e di magia. 

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Le “Mille e una notte” costituiscono il classico della letteratura orientale più famoso e la più straordinaria raccolta di fiabe, novelle, aneddoti, poesie e storie: un vero e proprio gioiello della letteratura che fu tramandato oralmente per secoli arricchendosi di nuove storie e personaggi di diversi autori.  

Ispiratosi ad antichi manoscritti di origine araba , indiana e persiana,  Monsier Antoine Galland nel 1710 circa  tradusse, rimaneggiò, adattò ai gusti dell’epoca (tralasciando le numerose poesie) e divulgò con successo in Europa “Les Mille et une nuits, contes arabes traduits en français”.

Dalla versione “manipolata” in francese del Galland vennero in seguito desunte le altre edizioni censurate, riassunte, edulcorate e trasformate, che ebbero il merito di affascinare comunque lettori, poeti e artisti occidentali.  

Solo dopo tre secoli, grazie al lavoro difficoltoso di studiosi, filologi, arabisti e traduttori , siamo in grado di leggere la traduzione autentica e integrale del testo e di godere appieno del suo fascino originario. 

Sharazade è la protagonista ed eroina del primo racconto che dà il titolo alla raccolta e che offre la cornice a quel meraviglioso e prezioso arazzo di storie intrecciate che è “Le mille e una notte”.  

Il sultano Shariyar, infuriato per il tradimento di sua moglie con uno schiavo, sviluppa un odio feroce verso tutte le donne quindi per un periodo di tre anni trascorre ogni notte con una fanciulla che poi il giorno seguente fa decapitare. 

Quando il Visir non trova più alcuna ragazza da condurgli, la sua primogenita Sharazade, bella saggia e coraggiosa, si offre di riscattare le giovani donne dal loro crudele destino e di dissuadere il sovrano dai suoi propositi. 

Sharazade seduce il sultano con le sue parole e lo incanta con storie straordinarie: geni e marinai, principesse e animali parlanti, mercanti e ladroni, demoni e incantesimi, amori impossibili  e avventure straordinarie, tradimenti e vendette si susseguono e si alternano nelle sue narrazioni per tante notti. 

L’ espediente narrativo di Sharazade è la narrazione nella narrazione, le novelle infatti si interrompono alla luce dell’ alba per continuare la sera : sono sempre collegate tra loro, incatenate come anelli di una collana, incastonate come pietre diverse in un gioiello, storie-sentieri in un suggestivo labirinto di echi e specchi. 

Il sultano dal cuore amareggiato, ascolta affascinato notte dopo notte e rimanda l’esecuzione di Sharazade sia perché è incuriosito dal ciclo delle storie e affascinato dalle avventure ma soprattutto perché è ammaliato dalla magia della sua voce.  

E dopo mille e una notte la condanna a morte della fanciulla è solo un lontano ricordo: la sete di vendetta di Shariyar si è trasformata in amore e fiducia verso la narratrice. 

Sharazade con il potere della parola, della fantasia e dell’  affabulazione è artefice non solo della propria salvezza ma anche di quella del sultano: i suoi racconti finiscono infatti quando egli si è finalmente liberato dalla rabbia e dall’odio, si è riconciliato con la vita e lo spietato vendicatore si è redento in un essere umano capace di amare di nuovo.  

Le mille e una notte continuano a riscuotere successo anche ai giorni nostri, tradotte in edizioni raffinate per adulti, libri per bambini, film d’animazione, spettacoli teatrali e musicali; il personaggio di Sharazade assume anche un ruolo di donna emancipata e moderna che affronta le difficoltà con sapienza, intelligenza, dignità e coraggio. 

Il segreto del fascino delle Mille e una notte non è solo legato al fantastico scenario esotico che propongono, così lontano dalle fiabe popolari e dalle tradizioni culturali conosciute, ma in quanto il testo offre l’opportunità di attraversare quella linea di confine tra realtà e fantasia, tra infanzia ed età adulta, tra lettura e sogno: come volare sul tappeto di Bagdad!  

Autrice :Simona Maiozzi

www.letturacheavventura.it

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Articolo: Leggere bene, leggere male

Si può dire che chiunque abbia imparato a riconoscere le lettere dell’alfabeto e articolarne i suoni sia  capace di leggere ma siamo concordi nel sostenere che sillabare non basti e che… c’è lettura e “lettura”!
A volte infatti quando un adulto deve trasformarsi in lettore (anche solo per i propri figli o nipoti, quindi in un ambito intimo ), subentra un atteggiamento di ritrosia: "Forse non so leggere bene... bisogna esserne capaci ...chissà se leggendo trasmetterò davvero delle emozioni o annoierò chi mi ascolta ...", questi sono solo alcuni dei dubbi e delle esitazioni che si provano:ci sono passata anch'io...

E oggi ricevo  queste confidenze direttamente o anche attraverso questo sito soprattutto da giovani genitori e da insegnanti coscienziose e volenterose.

Leggere con amore

A mio modesto parere ritengo che le  qualità fondamentali per leggere ad alta voce ai bambini, siano innanzitutto la passione  per la lettura  e i libri e poi  la disponibilità empatica a condividere questo amore impegnandosi in prima persona.

Solo leggendo con piacere ed entusiasmo si comunica il piacere di leggere. E se è vero come sostiene Daniel Pennac che la lettura sia una “malattia” che si trasmette per contagio , quando un adulto legge con piacere comunica con il proprio atteggiamento che leggere è qualcosa di bello, emozionante e divertente anche se può accadere che la dizione lasci un po’ a desiderare o qualche volta si inciampi nelle parole o non si rispetti le pause o la punteggiatura… 

Lettura ai bambini in famiglia

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Vorrei considerare per un primo esempio la lettura in famiglia: adulto e bambino in casa in un ambiente tranquillo (televisione e telefoni spenti) comodamente sdraiati sul divano o su un tappeto, oppure un piccolino in braccio all’adulto in poltrona  o ,immagine ancora più tenera, il piccolo in mezzo ai genitori tutti vicini sul lettone a leggere un unico grande libro per la buonanotte .Per un figlio o un nipotino che ascolta una storia e guarda ( e legge) le illustrazioni del libro non ha poi così importanza se il genitore o il nonno faccia una “papera” o balbetti un nome, anzi magari si divertirà maggiormente, perché l’importante per lui è l’emozione che gli si sta regalando , la vicinanza fisica, la dedizione.

Se poi la storia è quella che viene letta e riletta da un mese perché è la preferita del piccolo (ma che l’adulto stremato brucerebbe volentieri nel forno!), non c’è alcun bisogno di  preoccuparsi delle qualità teatrali perché l’ascoltatore la conosce a memoria e, se ne fosse capace, potrebbe anche riscriverla interamente.

Leggimi forte* (titolo del libro di R.V.Merletti e B. Tognolini)

Per il bambino , per quanto possa essere piacevole la lettura e sia coinvolto dalla storia e incantato dalle figure, l’aspetto fondamentale è avere accanto a sé un adulto che gli dimostra il suo affetto , una persona grande  che gli dedica tempo ed impegno , che  gli consente di entrare in quel mondo fantastico che è la lettura : ne sono sicura , il bambino perdona tutti gli errori e gli strafalcioni anzi sarà grato e ricorderà con amore e nostalgia chi gli leggeva i libri da piccolo.

Essere accettati con i propri limiti però non significa arrendersi e compiacersi dei propri errori perché basta un po’ di esercizio e un po’ di buona volontà per migliorare le proprie competenze espressive: a ciò va aggiunto che avvalendosi di una conoscenza approfondita del proprio bambino, si possono adeguare le scelte delle letture sui suoi interessi e sui suoi gusti personali coinvolgendolo sempre di più nel viaggio nel magico mondo della lettura.

Infine, considerato che spesso i piccoli amano farsi rileggere più volte le stesse storie, c’è la possibilità di tenersi sempre in ottimo allenamento ! Consiglio ai genitori che sono volenterosi di apprendere le tecniche di lettura espressiva di rivolgersi sia al personale delle biblioteche pubbliche che agli educatori professionali per  trovare consigli e spunti per migliorare le proprie capacità di lettura oppure di frequentare dei veri e propri corsi specifici di lettura ad alta voce organizzati da biblioteche, librerie o anche associazioni culturali.

*  “Leggimi forte” di R.V.Merletti e B.Tognolini – Salani - 2006 

Autrice Simona MaiozziSito www.letturacheavventura.itDiritti di autoreCitare sempre autrice e sitoLeggi le condizioni di utilizzo in HOME

 

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Articolo: Lettura in pubblico : a scuola , in biblioteca , in libreria

Per le figure professionali il discorso della qualità della lettura è diverso, non ci si può accontentare del leggere tanto per leggere o  del “come viene viene”, sia per rispetto verso le persone che sono i propri alunni o il proprio pubblico, sia per il senso di dignità nei riguardi della professione di insegnante, bibliotecario o lettore. Leggere ad alta voce significa in questi contesti svolgere attività con intenzionalità educative riconosciute (e anche remunerate), quindi è indispensabile usare consapevolmente la propria voce nella lettura integrandola con la comunicazione non verbale per “dare voce” adeguatamente alle storie racchiuse nei libri.

La lettura in ambito educativo, soprattutto nella scuola, non può essere assolutamente  considerato mero passatempo, intrattenimento e coinvolgimento emotivo perchè  costituisce un vero e proprio momento formativo (come sancito anche dai Programmi, dagli Orientamenti e dalla normativa vigente). A ciò va aggiunto che i bambini piccoli-non lettori sono sollecitati ad apprendere la lettura quando sono affascinati dai libri e imparano più volentieri le noiose prime sillabazioni in vista di una futura capacità autonoma di leggersi le storie.

La formazione del lettore

Il lettore- educatore in questo caso ha il dovere di leggere con un’azione verbale efficace, appropriata, modulata e carica di intenzionalità, ritmo e colore: solo in tal modo la lettura ad alta voce può diventare incanto! A mio parere a scuola o in biblioteca o in libreria non ci si può accontentare solo dell’ esperienza didattica e della buona volontà : è indispensabile la formazione , l’impegno e l’esercizio perchè la lettura non si può e non si deve  improvvisare. Corsi di formazione sulla lettura per docenti ed educatori e incontri formativi si svolgono periodicamente  ( alcuni sono anche gratuiti o si richiede un contributo minimo) nelle strutture bibliotecarie, nei centri culturali, nei teatri, nelle librerie: e se non vengono proposti si possono sempre richiedere !

Inoltre nelle biblioteche pubbliche esistono un’infinità di testi a disposizione sull’argomento che possono essere presi in prestito ( e studiati) di solito per un mese, e anche navigando in Internet si posso trovare suggerimenti  e articoli di esperti sulla lettura digitando le parole-chiave “letture per bambini”, “lettura ad alta voce”, “lettura espressiva”, “leggere ai bambini”: nella sezione  di questo sito "Libri consigliati" si può trovare una mia personale bibliografia di testi sulla lettura espressiva.

Il diritto dei bambini e dei ragazzi alla lettura

Sono convinta che una lettura pubblica stentata, demotivata o impreparata crei solo noia, disinteresse e nel peggiore dei casi disaffezione verso il libro (che sarà poi difficile se non impossibile estirpare in futuro) favorendo così i fenomeni  di dispersione scolastica e disagio giovanile : non va sottovalutato l’aspetto dello studio , se il libro come strumento di conoscenza e di formazione viene odiato dai ragazzi  è logico che studieranno malvolentieri.  

Leggere bene quindi per due importanti motivi:

1. in una realtà come la nostra non possiamo permetterci di perdere lettori

2. tutti i bambini e i ragazzi hanno diritto di volare con le ali della lettura.

Simona Maiozzi - Novembre 2008

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Articolo :Valutare i libri per l’infanzia

ovvero il lettore nella “giungla” dei libri

tra quantità e qualità

articolo di Simona Maiozzi

www.letturacheavventura.it 

Da indagini recenti condotte entro gli ultimi dieci anni (realizzate da Doxajunior, Istat, Ipsos, Pisa-Ocse) sulla lettura in Italia emerge una situazione contraddittoria nel campo dell’editoria per l’infanzia. 

Le abitudini di lettura in Italia 

Nel nostro Paese si registra che circa la metà degli Italiani non legge ( per precisare: non legge nemmeno un libro di qualsiasi genere in un anno intero) e che l’abitudine alla lettura aumenta solo per i cosiddetti “lettori abituali”: un quadro della situazione a dir poco desolante. 

La produzione editoriale di libri per bambini:

settore in crescita 

Da un altro lato l’editoria per bambini e ragazzi si conferma come un settore in crescita, la produzione libraria è in costante aumento, i livelli di vendita si innalzano e al “consumatore –lettore” che si reca in libreria viene offerta ampia possibilità di scelta .

Si sviluppano progetti editoriali di alto livello e valore culturale da parte di piccoli editori che spesso propongono opere preziose, anche se mantengono a fatica la propria presenza sul mercato editoriale nazionale.

Anche il settore dei libri dedicati al pubblico dei piccolissimi (neonati e primi mesi) è incrementato e  il settore per ragazzi e adolescenti appare in ripresa rispetto al passato, soprattutto per quanto riguarda il genere dei romanzi. 

Libri , televisione e pubblicità 

Gran parte dei libri per l’infanzia di largo consumo viene pubblicizzata dalle catene multimediali  con storie ispirate ai personaggi dei cartoni animati, dei film o della televisione che i bambini richiedono, condizionati  dai programmi televisivi e bersagliati dagli spot promozionali .

Queste categorie di libri dimostrano uno scarso o addirittura insignificante valore qualitativo a livello di storia, di testo e di immagini, ma in fondo hanno comunque  il merito di promuovere ai bambini il prodotto-libro che, paragonato all’ultimo mostriciattolo o alla bambolina fotomodella, è pur sempre un libro… 

Produrre più libri significa avere più lettori? 

Quindi tale aumento produttivo, diciamo pure “eccesso” di offerte editoriali , per varietà di prodotti e per diversificazione di livello qualitativo dovrebbe influire positivamente sul consumo di libri.La competizione commerciale inoltre dovrebbe incrementare la ricerca di prodotti di qualità per l’infanzia, invece si accresce il divario fra qualità e guadagno, editoria di cultura ed editoria di massa. Perché allora non cresce l’abitudine alla lettura? Perché i genitori acquistano più giocattoli e meno libri? Oppure perché i bambini non chiedono libri in regalo?  

Mamma, mi compri un libro? 

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Il costo di un libro per bambini si aggira dai 5 ai 10 euro circa eppure mi è capitato, raramente per fortuna!, al termine di eventi di letture animate gratuite che svolgo in libreria che alcuni genitori mi abbiano comunicato che non avrebbero più portato i figli alle letture il mese seguente affermando : “Perché ogni volta, alla fine delle tue letture, i bambini mi chiedono di comprare i libri che hai letto o altri libri e spendo minimo 10 euro per volta”.

Come lettrice professionista ho tenuto a precisare che non è obbligatorio l’acquisto per favorire la lettura ai figli e che nelle biblioteche pubbliche comunali, peraltro ben fornite e organizzate, i libri si possono prendere in prestito e leggere gratuitamente per un mese.Ma in qualità di mamma confesso che avrei risposto volentieri a queste persone (che peraltro incontro nel quartiere) di vergognarsi : 10 euro al mese di libri per un bambino sono 33 centesimi al giorno! Ma sarà più formativo ed educativo rinunciare alla spesa di figurine, patatine, ovetti di cioccolata, giri in giostra o ai giochi gonfiabili e tante altre sciocchezze oppure acquistare i libri ai figli?

Un libro è un dono che rimane per sempre nel ricordo, si può rileggere, sfogliare , riguardare infinite volte.Invece , per mia esperienza, a volte si preferisce destinare il denaro per altre spese meno importanti a livello di sviluppo e formazione piuttosto che investire nel futuro dei bambini. 

Il mio impegno nella promozione della lettura, anche come figura referente del Progetto Nati per leggere, nasce proprio per garantire ai bambini il diritto alle storie, alla fantasia, al contatto con il testo scritto. 

Quali libri in libreria? 

Ma il genitore volenteroso e attento ai bisogni dei figli che si reca in una libreria generica intenzionato ad acquistare libri di pregio cosa trova negli scaffali? Il potenziale lettore che sta ricevendo un libro in regalo cosa può in realtà scegliere? Chi lo consiglia se ha bisogno di suggerimenti?  

Solitamente nelle librerie specializzate per ragazzi l’offerta è buona e i librai sono esperti del settore, ma può capitare di trovare una gran quantità di libri dozzinali, con illustrazioni stereotipate, con testi scadenti di scarso valore letterario, iconico ed educativo.

Sui tavoli sono esposte spesso solo le novità che si susseguono una dopo l’altra nel corso dell’anno nonostante poi abbiano spesso vita breve e scarso seguito, surclassando i classici e le collane già collaudate.

Il valore dei classici è intramontabile non solo per chi li ricorda con la nostalgia della passata gioventù: sono testi entrati nella storia della letteratura italiana e straniera che sono stati amati da generazioni di ragazzi e mantengono nonostante gli anni tutto il loro valore, basti pensare a “Il giardino segreto” di F. H. Burnett (scritto nel 1909) oppure “Storie proprio così” di R. Kipling (scritto nel 1902) in confronto ai disgustosi libri di storie esclusivamente raccapriccianti senza trama né stile richiestissimi dai ragazzini in cerca di emozioni e di consensi al proprio coraggio. 

Una domanda sorge spontanea : è la qualità dell’offerta che decresce o sono alcuni librai che propongono prodotti mediocri per noncuranza o perché motivati solo dal profitto?  La situazione è per certi versi critica per la presenza di tali ambiguità e contraddizioni.  

Il ruolo dell’educatore alla lettura: conoscere per valutare 

Di fronte a tale situazione editoriale è facile comprendere la difficoltà degli operatori che si occupano a vari livelli di libri per l’infanzia: docenti, bibliotecari, lettori professionisti, esperti, librai, educatori,studiosi…

Si può affermare, in senso figurato, che essi , come Tarzan, si devono districare in una giungla di libri!

La valutazione obiettiva di un testo richiede innanzitutto dei particolari requisiti: la conoscenza del libro,un’attenta analisi generale di testo e immagini, una lettura personale, il confronto con gli altri operatori anche tramite la lettura delle diverse recensioni degli specialisti del settore, l’osservazione della risposta del pubblico dei bambini alla lettura o alla proposta del testo.

A volte infatti , per esperienza diretta, ci si dimentica dei destinatari e un libro viene definito un capolavoro dagli esperti e riconosciuto come tale dal pubblico degli adulti quando poi ai bambini non piace , il formato non è adatto alla fascia di età , le illustrazioni sono mediocri o la storia (che può affascinare i grandi) non cattura i piccoli anche se l’autore è famoso o l’illustratore un mirabile artista. 

La responsabilità di leggere ad alta voce

o proporre un libro a bambini e ragazzi 

In un panorama così vasto, vario e continuamente in mutazione è arduo seguire , direi meglio rincorrere!,costantemente e conoscere tutte le produzioni e individuare poi tra queste le opere meritevoli da proporre e quelle insignificanti da scartare.L’adulto-educatore a mio parere ha comunque il “dovere della competenza” e “l’onere della responsabilità” quando opera una selezione e , in pratica, quando indirizza un ragazzo alla lettura o quando legge un libro ai bambini o ancora quando lo consiglia a un genitore.

E’ impensabile proporre la lettura di un libro che non si è letto o del quale non si conosce nemmeno l’autore o la trama (eppure succede…).

E’ pur vero che non è possibile conoscere tutti i libri che esistono in catalogo, tutte le recensioni su quei libri , il valore dello stile narrativo di ogni autore o la qualità dell’immagine di ogni illustratore. Allora sarebbe preferibile non esprimere pareri né suggerimenti  , non c’è bisogno di dire: “Leggi questo… mi pare essere carino…me ne hanno parlato bene…penso che ti piacerà…”: meglio tacere. 

La qualità e i gusti personali di lettura 

Soprattutto quando ci viene richiesto un consiglio bisogna darlo da competenti, anche se un libro che a nostro parere possiede un alto livello qualitativo (e che magari abbiamo riletto e riletto perché ci è piaciuto) non susciti in un altro lettore lo stesso entusiasmo o che accada il contrario.

In qualità di gusti e interessi ciascuno ha diritto a esprimere i propri: nella mia carriera di lettrice mi è successo che l’ascoltatore più esigente che conosco abbia preteso(ahimè!) la lettura serale integrale di “Le avventure di Pinocchio” di C. Collodi ,un classico dal valore universalmente riconosciuto ma che… non mi piace !!! Quindi non dimentichiamo che la qualità è sempre la qualità, ma i gusti sono gusti.  

Come valutare i libri per l’infanzia 

Dalla sezione CONTATTI di questo  sito www.letturacheavventura.it ricevo spesso e-mail di insegnanti o di lettori volontari e di genitori che mi rivelano  la difficoltà che incontrano nel valutare e selezionare le opere da leggere ad alta voce ai bambini.Spesso mi chiedono suggerimenti che traggo dalla mia formazione ed esperienza di lettrice, di docente e di genitore: difatti non mi posso ritenere un’esperta di letteratura per l’infanzia quanto un’appassionata studiosa di questa disciplina.

Considerando quanto emerso in precedenza sulla continua produzione di libri per l’infanzia, è per me un’ impresa ardua anche solo visionare le opere in circolazione considerato che la mattina svolgo l’attività di insegnamento a scuola, periodicamente in orario pomeridiano e serale opero in due biblioteche scolastiche e nelle librerie del quartiere per gli eventi di letture espressive o i corsi di formazione.

Nei ritagli di tempo, nei giorni di riposo, durante le vacanze faccio i miei “compiti a casa”: “studio” i libri per bambini con  impegno, attenzione e dedizione, li leggo a voce alta, osservo le illustrazioni, consulto le recensioni, contatto: genitori, librai specializzati, bibliotecari, altre insegnanti per condividere e discutere le nostre valutazioni.

Con alcuni docenti disponibili e con lettrici volontarie conosciute tramite il sito offriamo la lettura di testi a bambini di diverse età , osserviamo le reazioni dei bambini, poi ci confrontiamo e valutiamo l’indice di gradimento e di interesse dei libri proposti.

Un valido contributo poi me lo offrono i più piccoli che con la semplicità e la spontaneità che li caratterizza mi mostrano il loro personale e obiettivo punto di vista .  

Il destinatario del libro e della lettura: il bambino 

Quando si pensa al destinatario di un libro può rivelarsi utile considerare se il genere sia adatto all’età cronologica, per un bambino di due anni sarà più opportuno consigliare un cartonato illustrato magari anche con i buchi che un atlante geografico, ricordando però che ogni bambino segue un percorso di crescita personale.

A volte un libro che nel retro della copertina viene consigliato per i 3 anni potrebbe essere apprezzato anche da un bambino di prima elementare oppure un albo illustrato destinato alla scuola dell’infanzia può essere apprezzato anche da ragazzi di quinta classe per la qualità delle illustrazioni e magari per svolgere un laboratorio di arte e immagine.

Oltre all’età è necessario ponderare gli interessi e i gusti, le problematiche, la capacità di orientamento attentivo, le abilità di lettura delle immagini e del testo( per chi sa leggere), le capacità di decodifica e di ascolto, le abilità motorie per manipolare il libro.

A mio parere è importante che i bambini partecipino alla scelta del proprio libro insieme all’adulto sfogliando insieme le pagine, sbirciando dentro le figure, leggendo la trama , immaginando la storia nascosta dentro al libro, valutando il libro e anche curiosare piacevolmente tra i libri perdendosi fra i vari generi con un tempo lungo a disposizione. 

 Il momento della scelta diventa in tal modo anche un momento formativo per la crescita e per lo sviluppo dell’autonomia .  

Suggerimenti e consigli per valutare i libri

Un buon punto di partenza può essere analizzare personalmente alcuni aspetti importanti del libro: il formato, il testo, le illustrazioni, l’autore, l’illustratore, la casa editrice,  la collana,e  in caso non si conoscano bisogna documentarsi in proposito. Poi è indispensabile leggere il testo silenziosamente in intimità e ad alta voce per valutarne lo stile narrativo, la qualità del linguaggio scritto, la validità della storia , la sonorità e il ritmo, e l’osservazione delle illustrazioni. 

Gli esperti: bibliotecari, lettori, educatori e librai.

Eventi di lettura e fiere del libro 

E’ sempre opportuno richiedere la collaborazione dei bibliotecari soprattutto dove esista una sezione dedicata ai bambini e ai ragazzi, dei librai specializzati per l’infanzia competenti e motivati a proporre libri di qualità, degli educatori presenti nelle scuole, nelle librerie, nelle ludoteche che posseggano competenze ed esperienze adeguate.

E’ importante anche partecipare periodicamente  alle iniziative di promozione della lettura come, eventi sulla lettura, letture animate ,feste del libro , giornate del libro, fiere del libro .

Le fiere del libro sono iniziative culturali che si svolgono in tutta Italia e anche all’estero (famosa la Fiera di Francoforte) e offrono l’occasione agli editori di presentare tutte le opere in catalogo e al pubblico di conoscerle, di frequentare gli autori e gli artisti, di intervenire a seminari e convegni sulla lettura, insomma di entrare in contatto con il mondo dell’editoria.  

Inoltre il personale presente negli stand è disponibile a illustrare al pubblico le caratteristiche dei testi e farli visionare direttamente anche in anteprima.Le fiere del libro più famose inItalia : Bologna , Pisa  ,  Torino,   Roma .   

Altri strumenti utili alla valutazione dei libri per bambini e ragazzi sono: le RIVISTE SPECIFICHE DI LETTERATURA PER L’INFANZIA (si può sottoscrivere un abbonamento oppure si possono solitamente visionare le copie nelle biblioteche pubbliche, sono interessanti anche i rispettivi siti web vedi link) : Andersen ,Hamelin, Il Pepeverde ,Leggere:tutti ,LG argomenti , LiBeR ,Pagine ,Giovani .

 

 

SITI INTERNET SULLA LETTURA O CON UNA SEZIONE DEDICATA (vedi sezione LINK)

e i siti delle Biblioteche Pubbliche del Comune di appartenenza, ma aggiungo il consiglio di navigare anche nei portali delle altre Biblioteche in Italia. 

 

i SITI INTERNET DELLE CASE EDITRICI PER L’INFANZIA per consultare i cataloghi, aggiornarsi sulle novità, conoscere collane, autori e illustratori (vedi sezione LINK)

Mi scuso per eventuali errori e omissioni involontari nell’elenco delle fiere, dei siti e delle case editrici e invito vivamente i diretti interessati e i navigatori del sito a segnalarmi tali lacune che provvederò immediatamente a colmare. 

Autrice Simona MaiozziSito www.letturacheavventura.itDiritti di autoreCitare sempre autrice e sitoLeggi le condizioni di utilizzo in HOME

Direttamente dalla sezione CONTATTI

è possibile inviarmi una email,

ringrazio anticipatamente quanti vorranno gentilmente collaborare,

Simona Maiozzi

Roma, 21 Settembre 2008    

 

Articolo 1: Lettori si nasce o si diventa?

di Simona Maiozzi

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Recenti scoperte scientifiche hanno dimostrato che l’embrione nel grembo materno è sensibile ai suoni e ai rumori e che reagisce all’ascolto della voce materna. La domanda allora è da formulare in modo diverso: ascoltatori si nasce o si diventa?

Anche nei casi di deficit uditivi di grave entità i soggetti recepiscono l’impatto dello onde sonore di chi gli parla.

Voce, parola: segni così importanti che ci distinguono dagli altri esseri viventi sono doni che ogni adulto consapevole dovrebbe generosamente elargire ai figli e in genere a tutti i bambini.

 

Leggere fin dall’inizio

 

Dal corredino dei neonati spuntano miriadi di deliziosi accessori che sembrano indispensabili: lenzuolini con orsi e conigli, omegeneizzatore ultimo modello, succhiotti spaziali, biberon a forma di animali, sterilizzatori tecnologici, vestiti da nanetto e minigonne con le paillettes, carillon con le apine ma… un libro?

Ancora poche persone  pensano a questo indispensabile “oggetto”. Anzi “oggetti”: uno per il piccolo, uno per mamma e papà.

Un libro per i genitori, un bell’albo illustrato o un maneggevole libretto pieni di ninnananne, filastrocche antiche e nuove, poesie e nenie da leggere fin dal primo giorno.

Parole d’amore e di accoglienza arricchite di immagini tenere per accogliere e cullare in un dolce abbraccio sonoro il nuovo arrivato.

 

Parole antiche di voce nuova

 

Parole che rassicurano con la forza evocativa delle rime che sanno di latte, di culla, di abbracci, di sogni e di fate, rime che riportano alla magia dell’infanzia, all’atmosfera sognante della fiaba della buonanotte,al nostrio “io”bambino. “Tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano” St.Exupery - Il piccolo principe.

Lasciare che la voce del  bambino che è in noi ci parli e ci racconti di noi, non significa regredire allo stadio infantile ma crescere ed  evolversi ricercando in sé le proprie radici emotive.

 

Libri e pannolini

 

Un libro a chi? Al piccolo analfabeta, al bambolottino sdentato, al cucciolo che strilla, sbava e riempie ben sei pannolini al giorno?

Sì, proprio a lui. Alla “persona” che è e che sarà.

La lettura per un bambino anche piccolissimo è incontro, rispetto, incantamento, comunicazione, contatto. Di certo il bambino non comprende il significato delle parole perchè ancora  non sa decodificarle ma ne gusta la sonorità, il colore, il ritmo e la voce del genitore, qualunque essa sia ( non si deve essere necessariamente attori per leggere ai propri figli ), è assai meglio di qualsiasi carillon.

La lettura è melodia. Soprattutto per chi vive in città in mezzo ai rumori indiscriminati è importante trovare piccoli spazi di tempo per l’ascolto della musica e della voce umana.

Troppo spesso ho visto neonati costretti a dormire vicino alla televisione accesa “Così si abitua ai rumori” mi dicono: mi chiedo se tali adulti sarebbero disposti a respirare direttamente dal tubo di scappamento dell’auto per abituarsi ai nuovi livelli di smog...

Il poeta Bruno Tognolini  nella sua “Filastrocca del bambino futuro” invita gli adulti, con la delicatezza che gli è propria, a rispettare e a riconoscere la dignità del bambino.

  Sono un bambino, sono il tuo dono
prima non c'ero e adesso ci sono
Sono il domani, dalle tue mani
devi difendermi con le tue mani
Sono il futuro, sono arrivato
e sono qui perché tu mi hai chiamato
Come sarà l'orizzonte che tracci
dipende da come mi abbracci

A livello sensoriale la lettura gli offre numerosi sollecitazioni e sensazioni piacevoli: sonore, la voce dell’adulto, la sonorità e i ritmo e le pause del testo olfattive, il profumo della carta stampata e l’odore familiare di chi lo tiene in braccio, visive, i colori delle illustrazioni, tattili, la consistenza delle pagine liscia o dura o morbida dei libri in stoffa, plastica,cartone gustativa, (provate a non farglielo mettere in bocca!) tutto è un esperienza nuova per il neonato e il bambino.

Un umano che si affaccia alla porta della vita merita qualcosa in più del rumore di una televisione: una voce narrante che lo accompagni  all’inizio del viaggio.

 

Dall’allattamento alla lettura

 

Secondo una mia personalissima teoria ( non supportata da ricerche scientifiche né da studi clinici ) la posizione della lettura con un bambino piccolo in braccio è il naturale proseguimento dell’allattamento.

Immaginiamo la posizione di una mamma seduta mentre allatta il figlio al seno o  di un papà che gli dà il biberon in un clima tenero di contatto fisico e calore reciproco: il bambino è rilassato, sdraiato o semiseduto, abbracciato, il viso rivolto verso il torace dell’adulto, a volte smette di poppare e con lo sguardo si relaziona, cerca gli occhi di chi lo lo nutre, sorride, gorgoglia il suo indecifrabile messaggio e infine ricomincia la poppata.

Ora immaginiamo la posizione di un adulto che legge a un bambino molto piccolo, entro i due anni: il bambino è in braccio, a suo agio, comodo, volta la schiena all’adulto del quale sente la voce, l’odore e il battito del cuore, circondato e protetto da ambedue le braccia e dalle mani che tengono il libro proprio davanti al lui: il piccolo guarda, ascolta, tocca il libro, poi ogni tanto il solleva lo sguardo e trova quello del genitore che fa capolino dietro di lui, indica col dito le figure, lancia il libro per terra, lo assaggia, ascolta la voce che legge, e ricomincia. Quanto nutrimento nella stessa posizione!

“Alimenti” del corpo e dell’animo.

 

Ricordi di una mamma lettrice

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Dal momento in cui abbiamo scoperto di essere in tre, con mio marito abbiamo cominciato un fitto dialogo verbale con il nostro piccolo.

Nei momenti di riposo quando ero sdraiata leggevo ad alta voce i miei libri rivolgendomi verso il pancione immaginando il mio piccolo feto rilassato e gaudente che si lasciava cullare dalla mia voce.

Poi cominciammo a comprare, insieme alle cose per il corredino, quei piccoli irresistibili accattivanti libri di stoffa, di cartone rigido con i buchi, con le alette, con gli inserti di stoffa e pelouche, con i campanellini, con le asole per attaccarli al passeggino, di plastica per il bagnetto, con i personaggi staccabili, con i bottoni sonori e così Matteo al suo arrivo trovò oltre a bavaglini, corpetti e scarpine anche tanti bei libri usati ( li avevamo già letti noi… ).

Quando ricordo quei momenti intimi di lettura condivisi con il mio bambino piccolissimo, il suo ditino sulle figure, lo sguardo interrogativo con le sopracciglie corrucciate, le lotte per impedirgli che si soffocasse con tutto il libro in bocca, le prime domande “...e poi?”, lo stupore e il fiato sospeso in attesa della fine della storia… mi domando cosa avrò fatto mai di meritevole per avere ricevuto questo premio dalla vita.

Insomma sarà stato merito dell’imprinting sonoro nella gravidanza, o l’impatto precoce con i libri o forse la innata capacità di imitazione di tutti i bambini ma a 6 mesi il bambino già si concentrava sui suoi libri preferiti girando le pagine verso sinistra ( foto ).

All’inizio dell’estate 2003 decise che a 4 anni poteva cominciare a leggere da solo; ricordo ancora la sua protesta in libreria prima di partire per il mare “E che è giusto che tu ti compri tutti i  libri per le vacanze… e a me niente?”. Partimmo con il solito carico di palette, secchielli salvagente e formine, in più un borsone affollatissimo di… pimpe, pettirossi pippo e giulio conigli (da Pimpa e Pippo di Altan, Giulio coniglio di Nicoletta Costa) che colorarono i nostri giorni di vacanza.

 

Leggere insieme

 

Quei momenti d’estate rilassati dopo il sole sulle lenzuola fresche del lettone, ognuno con il suo libro in mano sono ricordi indelebili: nel silenzio pomeridiano seguivo la sua lenta faticosa sillabazione, i suoi salti e ruzzoloni su e giù per le righe, quella sua  voce incerta cristallina determinata. Matteo lesse tutti i pomeriggi d’estate con impegno e fatica ma alla sera… niente scuse… come in questa deliziosa poesia di Chiara Carminati:

  “Capitano io parto ma ad un patto:

che ogni sera accanto al mio letto

dopo un giorno di sconfitte o vittorie,

tu mi sommerga nel mare delle storie”

Chiara Carminati  - Il mare in una rima – Mondadori 2000

Adesso leggiamo ancora vicini, ci rilassiamo la sera,  ci divertiamo ( ma con il papà che interpreta tutti i versi dei personaggi si diverte di più ) e poi anche lui legge a noi per condividere un brano che gli piace, legge ai suoi piccoli amici che lo guardano incantati oppure se sto a letto malata perché sa, per esperienza personale, che nulla più di una buona lettura insieme fa passare la malinconia.

 

 Genitori lettori

 

Nei corsi di lettura espressiva che conduco per i genitori insisto sempre sull’importanza della lettura anche per i bambini considerati “grandi” perché leggono già da soli. Non avere tempo è una scusa, siamo sinceri, qui non si parla di avere tempo da perdere ma di trovarlo per un buon motivo. Nessun adulto la sera è fresco come un fiore ( se lo è… lo invidio un po’! )

I bambini dei nostri tempi sono spesso stressati dagli impegni peggio dei manager delle ditte internazionali, quante volte al giorno si sentono dire “Sbrigati che è tardi!”, e poi la scuola, lo sport, il catechismo, lezioni di danza e musica, magari anche inglese, i compiti e poi? C’è un momento per il silenzio, la quiete interiore, il rilassamento o si continua in casa con i videogiochi e la televisione? Ho volutamente esagerato nell’elenco delle attività per rendere realistica l’idea.

Anche noi adulti viviamo in genere in modo frenetico e magari anche senza rendercene conto sprechiamo attimi di intimità con i nostri figli, attimi che sfuggono e che non torneranno più. Ci illudiamo forse che tra 10 o al massimo 15 anni i nostri figli la sera resteranno a casa con noi? Li rimpiangeremo?

Allora troviamo oggi  il tempo per la lettura: qualche pomeriggio o qualche sera, se non proprio tutte le sere, spegniamo la tv, abbandoniamo giochi a premi e veline, lasciamo stare il riordino della cucina o i panni bagnati nella lavatrice. Loro possono aspettare…

Coccoliamoci anche solo un quarto d’ora insieme ai figli davanti a un bel libro: esiste un dono migliore da condividere?

  Autrice Simona Maiozzi

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Roma – marzo 2008

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